mercoledì 2 dicembre 2009

L'avventura




Foto presa da qui

Mi accompagni all'aereoporto?

Tremo. E' Settembre e io ho la testa ancora all'estate.

Quando mio fratello mi chiede di accompagnarlo all'aereoporto in genere finisco per essere in uno stato tale da aver bisogno di attaccarmi alla bottiglia. Di Valium.

E anche stavolta...


ore 13:00
stato valigia: non fatta
stato bagaglio a mano: non pervenuto.
ma io so già cosa ci vada dentro dice sicuro il fratello...
ore 13:30
stato valigia: abbozzata
stato bagaglio a mano: tutto nella testa del fratello e manco so che aspetto abbia 'sto bagaglio a mano...

ore 13:50
Dai, andiamo a salutare mamma che è a lavoro.
La coniglia si carica in auto fratello e papà e corre alla volta del luogo di lavoro della mamma.
Si pranza assieme, mangiando pollo e patatine e scherzando un pò su strane lingue parlate in famiglia.

ore 15:00
Il fratello pensa che forse è il caso di andare. D'altronde alle 16:50 lui dovrebbe essere all'aereoporto e la valigia è solo abbozzata e il bagaglio a mano è inesistente...

COOOOOOOOOOOSAAAA?

La coniglia entra nel pallone. Lei che quando deve prendere un aereo le viene l'ansia da 2 giorni prima e che la valigia la prepara con largo anticipo perchè teme di dimenticarsi qualsiasi cosa, dalle mutande alle indispensabilissime forcine per il ciuffo ribelle.
Il fratello è tranquillo e serafico come non mai. Anzi, scherza.

Appena la coniglia entra in casa inizia a sbraitare ordini e corre a preparare il beauty del fratello odiandosi perchè si sente terribilmente mamma chioccia in perfetto stile italiano, ma non può fare altrimenti.

Tu finisci la valigia e inizia quel cavolo di bagaglio a mano che io faccio il beauty!

ore 15:30
Ma cosa ci devi mettere nel beauty? Mi serve solo lo spazzolino e me lo posso comprare anche li!
ore 15:35
la coniglia lancia un'occhiataccia al fratello che cerca cose a caso per la stanza e ficca il beauty in valigia.
Altro che spazzolino. Dentro il beauty ci sono le lenti a contatto col liquido, lo spazzolino, il dentifricio, shampo, balsamo, rasoio e schiuma da barba, pastiglie di fluimucil e aspirina, collirio e una spazzola.

ore 15:55
si inizia a pensare al bagaglio a mano.
Qual'è il bagaglio a mano? una valigetta?
No, è lo zainetto con la macchina fotografica e gli obbiettivi.
Ah bene. Allora tiralo fuori e metti via questo zaino da campeggio dall'aspetto puzzolente.
Veramente lo zainetto per la macchina fotografica è questo...
?!?
ore 16:15
dentro lo 'zainetto della macchina fotografica' trovano posto un paio di ciabatte, scarpe, mutande, un altro zaino con macchina fotografica e obiettivi nonchè tutti i caricatori del mondo che il fratello cerca di infilare alla rinfusa in un'allegra confusione di fili aggrovigliati.

Molla quei caricatori che li sistemo io!
Ma no entrano così!
Ma cosa entrano così!
I caricatori vengono requisiti.
ore 16:30
Bene è quasi tutto fatto dobbiamo solo chiudere la valigia, mi lavo i capelli e andiamo.
COS'E' CHE VUOI FARE? LAVARTI I CAPELLI? MA HAI VISTO CHE DIAVOLO DI ORA E'?!?
Ma si che c'è tempo!
MA TU DEVI ESSERE TRA VENTI MINUTI IN AEREOPORTO!!!
Ormai alla coniglia sta per partire una coronaria per l'ansia che sta accumulando.
Il fratello, serafico, se ne va in bagno a lavarsi i capelli pontificando sulle necessità di presentarsi con un aspetto decente in aereoporto per una buona riuscita del volo.
La coniglia ci rinuncia e prova a chiudere la valigia.

La valigia gemella di quella che si è portata lei prima in Messico e poi ai Caraibi. La gemella di quella valigia che dopo il primo volo Cagliari-Milano ha smesso di far girare una ruota e che al rientro dai Caraibi, se non fosse stato per la cinta che la teneva, si sarebbe aperta come un sandwich a Guadaloupe, rivelando a tutti il colore delle mutande della coniglia.
E questa è degna compare della suddetta valigia, che è stata destinata al riciclo in quanto improponibile per qualsiasi ulteriore viaggio.
Ha una chiusura del menga e non si chiude.

ore 16:35
Il fratello della coniglia spaventato dagli improperi belluini e dai grugniti poco rassicuranti si precipita a vedere perchè la sorella sta giocando al wrlesting con la sua valigia.

ore 16:40
la valigia è chiusa, l'onore è salvo, la coniglia è fuori di testa.
Ora noi andiamo!
Aspetta mi serve...
Andiamooooooooooooooo!
Si si! Prendo solo il cavalletto!

Alla coniglia scende una lacrima dalla guancia. Come diavolo farà quel fratello a partire con:
numero una valigia sfigata che non si vuole chiudere e che esploderà non appena toglierà la cinghia?
numero una macchina fotografica da almeno un paio di chili appesa al collo.
numero uno cavalletto per macchina fotografica.
numero uno album fotografico tenuto a mano.
Ah, e non scordiamoci lo 'zainetto per la macchina fotografica' che è alto un metro e venti e pesa non meno di 15 kg!

ore 16:40
Ma come speri che ti facciano tenere questo zaino enorme come bagaglio a mano?
Io ho la tecnica dello zainetto.
Sarebbe?
Io mi presento solo con la valigia e dico che come bagaglio a mano ho solo lo zainetto della macchina fotografica.
Ma pezzo d'asinello, questo lo puoi fare con tua sorella che è una scema e ti vuole bene, mica con una compagnia aerea!
Fidati, l'ho già fatto e funziona!

ore 16:45
La coniglia arriva sgommando su Scatoletta (la sua fida autovettura) all'aereoporto e rimane nel parcheggio dei taxi a sperare che il fascino del fratello gli permetta di avere il biglietto.

ore 16:47
Il fratello della coniglia esce trionfante col biglietto in mano, si infila il cavalletto a mo' di Robin Hood, la macchina fotografica a tracolla, l'album in mano e lo zainone puzzolente sulle spalle e corre via, verso nuove avventure lanciandole un bacio veloce e facendole l'occhiolino.
Ora l'ultimo ostacolo, farsi vedere dalla hostess che gli staccherà il biglietto per salire sull'aereo con quel monolite sulle spalle e farle credere che è 'uno zainetto da macchina fotografica'.

La coniglia tira un sospiro e riaccende Scatoletta.
Guida piano verso casa, cercando di lasciar uscire tutta l'ansia accumulata...

tic tic...la coniglia osserva distrattamente il cellulare che le segnala un sms, quando è ferma al semaforo.
Ascoltando la musica in sottofondo che esce dall'autoradio, legge il messaggio e sorride.

mittente: fratello
ora:17:00
Parto :) hai visto l'avventura? ti vi bi...

Mio fratello non ha mai ansia. La fa venire direttamente agli altri!

lunedì 30 novembre 2009

O mamma mi ci vol la fidanzata




I conigli sono in macchina, e si stanno dirigendo al cinema...
L'autoradio li riporta negli anni '30 grazie alla canzone degli articolo 31, la fidanzata.

la coniglia: io comunque non sono come la fidanzata che descrive dopo la prima strofa...
il coniglio: no?
la coniglia: assolutamente no!

Casualmente in quell'istante inizia la parte in cui J-Ax, il cantante, spiega che tipo di fidanzata ci vuole per fargli metter la testa a posto...


J-Ax: Magari una che mi contraddica qualsiasi cosa dica,
la coniglia: ecco, non lo faccio io
J-Ax: che non mi faccia uscire con gli amici e poi mi porti al cinema io, lei e una sua amica.
la coniglia: Nemmeno questo faccio!
il coniglio: si, è vero...aspetta però
J-Ax: Che mi ripeta che sono disordinato,
occhiataccia del coniglio
la coniglia: ogni tanto...ma lo sei!
J-Ax: che mi chieda se ho bevuto
occhiata da saputello
la coniglia: ...va beh che male c'è a chiedere se hai bevuto?
J-Ax: che quando sono affamato sia a dieta
la coniglia: nemmeno questo!
J-Ax: che non mi creda se sono sincero e se mente lei pretende che me la beva
la coniglia: Ecco, beh io non ti dico bugie, mi sgameresti subito
J-Ax: Che mi telefona mentre sto lavorando, e se le dico che al momento sono occupato: " Ti richiamo", quando la chiamo dice che non l'amo e fa l'offesa.
la coniglia: ...
il coniglio lancia un'occhiata divertita alla coniglia
J-Ax: Che abbia la pretesa che ogni giorno io le faccia una sorpresa.
la coniglia arrossisce leggermente e guarda ostinatamente davanti a se mentre il coniglio ride sotto i baffi
J-Ax: Si, mi ci vuole un pò di disciplina che mi obblighi a svegliarmi presto la mattina
la coniglia: ma che senso ha stare fino a tardi a dormire se abbiamo tante cose da fare!
J-Ax: che mi faccia stare un'ora a esaminare una vetrina
la coniglia: ...
altro sguardo eloquente del coniglio
J-Ax: che quando danno un filmone in TV inviti gente a cena
la coniglia: no questo no!
che mi svegli per chiedermi se sto dormendo
la coniglia: al limite mi metto a leggere per conto mio
il coniglio: e mi svegli uguale
la coniglia: va beh...
J-Ax: che tenti di cambiarmi e poi mi accusi di stare cambiando
la coniglia: no, questo no!

il coniglio: Beh facendo una cernita un buon 60% c'è però
la coniglia: Esagerato non è per niente vero!
il coniglio le sorride e non aggiunge nulla...

Com'era il primo verso?
Che mi contraddica qualsiasi cosa dica...
La coniglia tace, se no quel 60% sale subito a 70...!

domenica 29 novembre 2009

Wow





E io in questo posto ci abito. Wow.

mercoledì 25 novembre 2009

Gita a cala Figuera




Vieni cala figuera?

Vengo a cala figuera, tanto questa prima settimana di non lavoro me la prendo comoda, poi dalla prossima si inizia a trottare...
Ma...un momento...dove diavolo è cala figuera?

Vicino Calamosca, a Cagliari. Dobbiamo solo arrampicarci per un pezzetto, poi c'è il sentiero...

Ma...non è la spiaggia dei nudisti?

Ssssssssi...ma a novembre chi diavolo va al mare? Dai, è l'unica spiaggia dove oggi non c'è vento e devo farla vedere al mio amico olandese che non ci crede che si può stare in spiaggia anche a novembre, qui in Sardegna. E il tempo oggi sta dalla sua parte, se lo porto al Poetto c'è troppo vento e dice che non ho ragione. Dai, accompagnaci!

Vi accompagno...


E così trascinata da due menti contorte, una abituata a climi freddi e ad andare annualmente su montagne innevate, l'altra contorta ma totalmente a digiuno di scalate e simili, mi portano a percorrere il famoso sentierino che porta a cala figuera, spieggia nascosta e occupata dai nudisti.

La famosa frase 'Dobbiamo solo arrampicarci per un pezzetto, poi c'è il sentiero...' si rivela una bufala nel giro di pochi minuti. Inizio a sbuffare comen un mantice mentre mi inerpico sempre di più su per la montagna, aggrappata con le mani alle radici, coi piedi agli spuntoni di roccia, con i denti all'aria mentre osservo i miei due accompagnatori che saltano su per il crinale come fossero capre. Uno deve anche tornar giù a prendermi perchè all'improvviso vedo che sono praticamente appesi al nulla e io soffro di vertigini per procura: se vedo un'altro che si sporge da un punto altro o simili sto male e mi blocco.

Inizio ad urlare di non muoversi, non scendere, non...Ovviamente non vengo ascoltata e vengo issata sul cocuzzolo del roccione quasi di peso a forza di spinte e urla. E discorsi in inglese con l'amico olandese...non solo rischio di sfracellarmi ma devo anche concentrarmi per parlare in maniera sensata in inglese...mentre l'olandese salta come una capra e mi dice 'Ooooooooh fRancyyyyy it's so easyyyyyyyyyyy!'

Aaaaaaaah...ora inizia la parte semplice. La discesa. Semplice? praticamnte rotolo rotolo rotolo fino ad arrivare alla spiaggia che, bella è bella, protetta del vento è protetta, selvaggia è selvaggia, ma...
Oh, è bellissima eh! Però non è il mio genere con tutti quei sassi e con quel cazzazzo di sentiero inesistente.

Finalmente ci rilassiamo ognuno in solitudine (non ci sono nudisti in giro) e mentre uno fa foto, uno osserva il mare e una prende il sole vestita (che mica se siamo nella spiaggia dei nudisti mi devo per forza spogliare!!!) ecco che - tic tic tic tic- vediamo un allegro signore spuntare dal cocuzzolo della collina e scendere bello felice e sereno fino alla spiaggia.
Lui si che ha fatto il sentiero...
Bene, e per tornare indietro lo facciamo pure noi allora...la spiaggia adesso è popolata da un nudista e noi, vestiti, non ci stiamo a fare nulla, anzi, noi siamo di troppo...così gambe in spalla e...ci si riarrampica!
Quando metto piede di nuovo per terra (terra orizzontale e facile da percorrere) allargo le braccia e ringrazio per essere arrivata in salvo con le ossa integre...

E subito mi viene in mente una cosa:

non farei mai tutta quella fatica per mettermi col culo per aria!!!

martedì 24 novembre 2009

Es tut mir sehr leid, ich spreche kein deutsch...




Cimentarsi in una nuova lingua, si sa, è sempre problematico specie se non hai proprio i fondamentali e non hai idea di cosa vogliano dire certi suoni, certe desinenze. Pertanto io sono una parlastrice di lingue straniere molto timida. Mi dispiace non pronunciare bene i vocaboli, mi imbarazzo a non dire correttamente una frase. Nelle mie lingue straniere, inglese e spagnolo, inizialmente sono molto titubante. Parlo poco e piano. Poi prendo confidenza e, forte del detto dei linguisti che l'importante non è esprimersi bene ma comunicare, parlo.
Però il fatto che io, volendo fare la spiritosa con una tedesca, abbia pronunciato suoni simil-tedeschi a caso, riuscendo a formulare la frase 'io voglio dormire sul tuo ca**o' mi ha aperto nuove frontiere della comunicazione.


Forse è meglio che le richiuda all'istante!!!

lunedì 23 novembre 2009

Hai presente



Hai presente quando ormai hai una routine consolidata, che a volte odi, che a volte non sopporti, ma che sicuramente ti aiuta a dare un senso alle tue giornate?
Hai presente quando ormai sai già come organizzarti tutto, hai orari che ti aiutano a farlo e che rendono così speciali le vacanze, proprio perchè rompi quegli schemi e puoireinventarti tutto?
Hai presente quando ormai sai che la mattina ti svegli a quell'ora e quindi è come se avessi una sveglia incorporata che alle sette ti fa aprire gli occhi anche se dormiresti volentieri ancora un pò?
Ecco, quando tutto questo viene a mancare che diavolo si fa?

venerdì 20 novembre 2009

La rondinella




[colonna sonora di questo post: Davide De Marinis Cosa resta]


Mi ricordo ancora la prima volta che sono entrata in ufficio. Mi accompagnava il mio ormai ex capo del tirocinio, contentissimo per me, che iniziavo una nuova avventura.
E quanto ero contenta io? Nemmeno riesco a ricordarmi com'ero felice e pronta per questa nuova avventura. Un lavoro. Di quelli seri. Non che non ne avessi già avuti, ma questo era il primo 'lavoro serio' da laureata e la prima volta che mi cercavano come 'dottoressa'.
Dottoressa. Titolo che mi sono sentita ripetere da chi ricevevo e qualche volta da un collega scherzoso.
Ma nessuno mi chiamava così. Ero più Francy, Francesca, la bimba, la segretaria, la cucciola.
Tanti nomi e sempre io di fronte a tanti colleghi. Quaranta. Quanta paura di sbagliarne i nomi e di non ricordarli tutti. Ma pian piano è stato impossibile non collegare facce e nomi, caratteri, emozioni e voci.
Ognuno mi ha dato qualcosa. Un sorriso, un aiuto, un commento, una critica, una battuta...
E' come se mi portassi addosso una nuova valigia piena di ricordi che come vestiti tiro fuori e mi tornano in mente. Uno dopo l'altro.
Mi tornano in mente le colazioni in ufficio, col the e i biscottini della mamma di un collega, 'i granellini!' li ho chiamati, perchè ricoperti da granelli di zucchero...e le discussioni, a volte astruse, su qualsiasi argomento...
Mi tornano in mente i profumi di cibo nel corridoio e io che cerco di scoprirne la provenienza, le richieste di aiuto per rintracciare le pratiche e chi mi ha aiutato a rilegare fascicoli su fascicoli...Le ore in riunione con i capi cercando di imparare il più possibile, mentre correvo a fare fotocopie e ricerche, le caramelle all'anice che piacciono tanto al mio ormai ex capo, tutte le volte in cui lui mi ha difesa con fare paterno di fronte a chi azzardava complimenti in sua presenza...
E quel bellissimo mazzo di fiori regalato per il mio compleanno e il bigliettino ancora più prezioso 'non festeggiare il tempo che passa, ma passa il tempo festeggiando'...
Questo e tanto altro mi passava stamattina per la mente...E come in un loop sentivo questa canzone girarmi per la testa e li vedevo, vedevo tutti i colleghi che lavoravano, continuavano la normale routine di cui anche io facevo parte, mentre ad ognuno attaccavo un ricordo particolare, un momento che me li aveva resi così speciali, uno ad uno...
E mentre toglievo tutte le mie cose e pensavo a loro sono andata all'ingresso dove sentivo un vociare e me li sono trovata di fronte che mi aspettavano...
Quei visi che rivedevo dall'inizio della giornata nella mia mente erano li, reali e mi guardavano pieni d'affetto...
Un collega mi regala una bellissima poesia dove mi dice che sono tanto cresciuta da quando mi chiamava ragazzina...e come dimenticare quando l'ho sentito dirlo e l'ho redarguito chiedendogli di non farlo più, perchè sarò giovane ma ho 26 anni?
Un collega mi regala una bellissima caricatura, dove ci sono proprio io. Coi capelli raccolti in una coda. Quella stessa coda che mi ondeggia mentre camminavo di corsa per il corridoio lungo che battevo tante volte al giorno con cipiglio da soldato, facendo ticchettare le scarpe e tutti capivano che stavo arrivando...
E poi da parte di tutti una bellissima collana con una piccola rondinella

'perchè le rondinelle vanno via, ma poi tornano sempre...'

mercoledì 18 novembre 2009

Cosa indossa sotto la gonna una vera donna sarda?





I mutandoni perbacco!

Coming soon: come si vestivano le donne sarde...session di moda resa possibile dalla mia super-amica nonchè prof di spagnolo e da una modella d'eccezione...
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